Con una noce di sangue sul volto
l'ho vista, l'ho presa,
Odorava di sepolcro rivolto
l'ho spinta, l'ho lesa
La luce tra alberi e foglie attesa
mancava, spariva
e lei, che s'era infine arresa
sputava, tossiva
sentenze su colui che la nutriva
umano, mortale
che d'ogni altra colpa si pentiva
invano. Letale
è il suo urlo, creatura animale
che dice, non tace
che il sangue per chi è morto non vale
che fumo, che brace.














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