Io folle, corro sotto la tempesta
inebriato dal mio unico vizio
impreco. Dalla macabra festa
risuona il corno del nuovo inizio
del tempo. Campo su campo devasta
il mio occhio, e acceca chi alza
il capo.
Chi sceglie, chi toglie nascita e casta?
Se il guanto, che osservi, ti calza
sei capo
del mio restare. Rendimi libero
di ricordare quando tra il nero
ero acqua, vitale, che disseta,
che scorre sul mio viso come seta.














Comments
Immagini molto buone, veramente.
Posso consigliare un po' di modernismo non estremo, ma leggero come Dylan Thomas o l'Eliot (Thomas Stearn).
Ottimi, assolutamente ottimi, aiuta compararli.
Questo testo è abbastanza bestiale, fra i versi migliori che io abbia mai trovato qui su DA, e che cerco parecchio eh!
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Heinrich von Bozen.
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