Prim-ultimo pensiero di un morto.
Un gatto mi guarda di storto,
pensando "Umano cervello, contorto
e distratto!"
Sobbalzo al gufo che urla "Chi fu?
Che disse 'al mondo di nuovo? mai più!'"
e chiede alla luna: "Ti prego: la morte!"
Rinascer non posso: la Terra è più forte.
Nell'erba bagnata rinasce il mio occhio,
che osserva il presente, il nuovo, il vecchio.
Rompe! Rompe la terra e crolla,
l'occhio mio muore come una bolla
d'aria nell'aria, punto nel bianco,
cade,
come un vecchio che di camminare è stanco.
L'occhio mio vede più cose esplodendo
di quante ne vidi io il momento
in cui vissi, e cercai, credendo
che attivo cercare valesse, in volte, cento.
Morto! L'occhio mio è morto,
e poggia su un sasso, di storto
che pare un gatto dormiente, contorto
e distratto.















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